Il frac

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Quello che è forse l'abito più elegante del guardaroba maschile può essere indicato anche come white tie, cravattino bianco; è così, infatti, che si usa definire il frac, ad esempio su di un invito, per distinguerlo dallo smoking, o black tie.

 

Non è l'unica differenza: la giacca, anch'essa nera, ha le code, non si abbottona, e copre un gilet in piqué bianco.

 

 

Anche la camicia ha lo sparato in piqué, così come in piqué deve essere il cravattino.

 

Cilindro nero, guanti bianchi, sciarpa di seta e bastone, anche se ormai sempre meno usati, hanno contribuito a creare il mito del frac.

 

E il cinema non poteva farsi sfuggire un abito così elegante: dai film con Fred Astaire e Ginger Rogers (indimenticabili in "Top hat", cappello a cilindro) fino al recente Titanic con Leonardo Di Caprio.

 

In effetti non solo il cinema, ma l'intero mondo dello spettacolo ha una vera predilezione per questo abito.

 

Orchestre sinfoniche, concertisti e cantanti d'opera usano il frac per concerti ed esibizioni, e se i famosi tre tenori lo hanno riportato davanti alle platee di tutto il mondo, già un artista come Domenico Modugno lo aveva reso popolare con l'indimenticabile "vecchio frac".

 

Il mondo della danza, poi, ha un forte legame con il frac. Innumerevoli coreografie si ispirano al frac, che resta sempre e comunque l'abito adatto per accompagnare una dama a un ballo di gala. Soprattutto se si tratta di un "ballo delle debuttanti".

 

Una danza in frac: il ballo dell'Opera di Vienna.

 

Tra i molti appuntamenti che Vienna dedica al valzer, uno dei più suggestivi è quello che si svolge all’interno dello splendido edificio che si affaccia sul Ring: l'Opernball. 

Dopo un ingresso solenne, sono i debuttanti ad aprire le danze; tra le ragazze vestite di bianco e i ragazzi rigorosamente in frac, il primo valzer si conclude con la frase di rito “Alles walzer!”: è il segnale che da’ inizio a una lunga serie di danze, destinate a concludersi a tarda notte.

 

“Mai ho ballato in maniera così leggera, non ero più un essere umano. Stringevo fra le braccia la creatura più preziosa e volavo con lei come il vento”.

 

Johann Wolfgang von Goethe

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